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LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

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Di Salvatore Calleri (NatMed)

LA VITAMINA D 


La vitamina D non è una vitamina, ma è un ormone,  quindi è una vitamina per modo di dire,che si può tranquillamente definire con il titolo di "regina del sistema immunitario" quindi è un potente ormone immunoregolatore del gruppo degli steroidi come tutti gli ormoni sessuali e tutti gli altri ormoni... e deriva appunto dalla trasformazione del colesterolo...
La "vitamina D" è una sostanza molto molto potente per il nostro sistema immunitario.

La sua azione è principalmente immunoregolatrice, e tutte le situazioni immunitarie in sua mancanza vengono alterate.
Dobbiamo sapere che la "vitamina D" ha dei recettori come tutti gli ormoni, ha dei ricettori sulla cellula, sulla membrana cellulare e sul nucleo cellulare, per cui su tutte le cellule dell'organismo praticamente, per cui regola tutte le funzioni dell'organismo, regola le espressioni di tutti i geni, e regola quindi la funzionalità di tutti i geni sopratutto quelli del sistema immunitario.

LA CARENZA DI VITAMINA D


La carenza spesso può essere abbastanza subdola, nessuno si accorge direttamente di avere una mancanza di vitamina D, a meno che non abbia delle unghie molto più fragili, le ossa più fragili, una caduta di capelli, oppure ci sono delle vere e proprie patologie sia del sistema immunitario che altri sistemi del corpo, perchè non è soltanto del sistema immunitario perché è ubiquitaria la sua azione, e quindi in altri sistemi la vitamina D agisce direttamente.
La carenza di vitamina D venne scoperta all'inizio della metà dell'700 quando l'Inghilterra della rivoluzione industriale cominciava ad essere scurata dai fumi delle miniere di carbone i raggi solari non penetravano adeguatamente... (adesso per questo usano le scie chimiche) e tutti i bambini che lavoravano al chiuso nelle miniere erano colpiti di rachitismo, e questo fu il primo sintomo da carenza di vitamina D, ci vollero per scoprire che bastava confrontarli con quelli che vivevano nelle campagne alla luce del sole e che non avevano affatto questo tipo di patologia.

Quindi la vitamina D è dipendente non soltanto dall'alimentazione ma soprattutto dalla esposizione al sole.

La cosa fondamentale è piu che cercare di carpire i sintomi che spesso possono essere vaghi da una carenza di vitamina D, basta fare un semplice esame del sangue e da lì vedere se si è o non si è carenti, e bisogna sottolineare che sopratutto nella stagione invernale la stragrande maggioranza della popolazione è carente di vitamina D, e perché questo? 

Il perché è abbastanza intuitivo, viviamo dentro case scuole fabbriche uffici macchine sempre coperti e non più come una volta, quando una volta si viveva all'aria aperta, si lavorava e non si era vestiti come siamo vestiti oggi e per cui il nostro corpo era abituato a trarre dalla luce solare adeguate quantità di vitamina D, oggi è tutto il contrario.
Prescrivere calcio nell'osteoporosi come fanno tutti i medici è sbagliato, viene detta l'osteoporosi come una carenza di calcio, ma non è assolutamente vero, l'osteoporosi è una carenza di calcio nelle ossa ma ci vuole qualcosa che faccia assorbire il calcio nelle ossa, quindi immettere indiscretamente grandi quantità di calcio sopratutto calcio di derivazione vaccinica tipo quello del latte e dei latticini che è un calcio molto pesante perché non è molto adatto nell'utilizzazione dell'essere umano.

Ad esempio le nostre donne quando allattano i loro bambini danno il loro latte, non certo quello della mucca,quello della mucca è buono per il vitello con un rapporto calcio fosforo completamente diverso da quello materno, per cui l'osteoporosi non è una carenza di calcio ma è una carenza di tutte le condizioni che favoriscono un corretto assorbimento di calcio da parte dell'osso.
Queste condizioni sono molteplici, quindi come ho scritto in precedenza, ci vuole vivere all'aria aperta e movimento fisico, le due condizioni fondamentali per cui l'essere umano è tra virgolette programmato, muoversi e stare all'aria aperta, e noi oggi facciamo l'esatto contrario, non ci muoviamo, i nostri bambini sono sempre più sedentari e in più non stiamo neanche all'aria aperta. Ecco la vera carenza di calcio. Il latte di mucca e i latticini ormai è stato dimostrato da studi americani su campioni di migliaia e migliaia di persone, che i latticini ivece al contrario aumentano la tendenza dell'osteoporosi e quindi la sua progressione e non che la diminuiscono.

Quindi è sbagliato dire mangia il formaggio, bevi il latte prendi il calcio (il carbonato di calcio) che quando non viene assorbito e non lo è nella misura del 90% non assorbito, viene a depositarsi nei tessuti facendo altri danni oltre al quello del mancato aiuto all'osteoporosi.

Avere la vitamina D in modo naturale.



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Per ottenerla bisogna stare un po sotto il sole ma oltre a quello si può avere la vitamina D in alcuni cibi, principalmente animali, ad esempio il vecchio olio di fegato di merluzzo che una volta si dava ai bambini sempre allo scopo di combattere il rachitismo nelle scuole infatti veniva somministrato molti e molti anni fa e ne è ricchissimo. Alcuno pesci selvaggi, il salmone, magari da pesci non trattati dall'allevamento, oppure dalle uova e poi alcuni vegetali, alcuni funghi, ma i vegetali sono molto più scarsi, infatti nei vegetali c'è la vitamina D2, e negli animali la D3, che è molto più forte a meno che non si prendano degli integratori a base di licheni... è comunque più la maggior parte dovremmo prenderla attraverso l'esposizione solare senza usare troppi escamotage alimentari...


E' fondamentale divulgare la conoscenza.


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L'Ivermectina e la sua Potenziale Rivoluzione nella Lotta al Cancro: Una Scoperta da Approfondire

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Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha portato alla luce un'ipotesi tanto affascinante quanto rivoluzionaria: l'ivermectina, un farmaco noto per le sue proprietà antiparassitarie, potrebbe avere un ruolo importante nella lotta contro il cancro. 

Di Salvatore Calleri (NatMed)

Un'idea che potrebbe sconvolgere il paradigma attuale e aprire nuove porte alla guarigione attraverso metodi naturali e meno invasivi.

Un Farmaco Antico con Nuove Prospettive

L'ivermectina è stata utilizzata per decenni come antiparassitario, ma solo di recente alcuni ricercatori hanno iniziato a esplorarne il potenziale in ambiti ben più vasti. Gli studi preliminari suggeriscono che questo composto potrebbe influenzare i meccanismi di proliferazione delle cellule tumorali, bloccandone la crescita e inducendo processi di autodistruzione (apoptosi) delle cellule malate.

Come Agisce l'Ivermectina sul Cancro?

Diversi studi hanno mostrato che l'ivermectina potrebbe agire su più fronti:

  • Blocco delle vie metaboliche tumorali: interferisce con il percorso AKT/mTOR, responsabile della crescita incontrollata delle cellule malate.
  • Azione citotossica mirata: selettivamente colpisce le cellule cancerose senza danneggiare eccessivamente quelle sane.
  • Effetto anti-angiogenico: riduce l'afflusso di sangue ai tumori, privandoli dei nutrienti necessari alla loro espansione.

Questi meccanismi d'azione sono di particolare interesse per chi cerca alternative naturali nella prevenzione e nel trattamento del cancro, evitando soluzioni invasive e debilitanti per l’organismo.

Gli Studi Scientifici che Fanno Riflettere

Le ricerche più recenti hanno dato risultati sorprendenti. Uno studio pubblicato su PubMed ha dimostrato che l'ivermectina può bloccare la proliferazione delle cellule tumorali in diversi tipi di cancro, tra cui quello al seno e ai polmoni. Altri esperimenti condotti su modelli animali hanno confermato un'azione positiva nella riduzione della massa tumorale.

Naturalmente, siamo ancora in una fase di esplorazione, e gli scienziati continuano a indagare il reale potenziale di questa sostanza. Tuttavia, ciò che emerge è una prospettiva entusiasmante che merita di essere approfondita, soprattutto per chi crede in un approccio più armonico e naturale alla guarigione.

Le Ricerche Scientifiche più Rilevanti

Le ricerche più recenti hanno dato risultati sorprendenti. Ecco alcuni studi che vale la pena approfondire:

  1. "Ivermectin: a systematic review from antiviral effects to COVID-19 complementary regimen" (2021): Questo studio esamina l'ivermectina non solo per le sue proprietà antivirali, ma anche per il suo potenziale ruolo come agente antitumorale. Gli autori discutono i meccanismi attraverso i quali l'ivermectina potrebbe influenzare la proliferazione delle cellule tumorali. Leggi lo studio

  2. "Ivermectin induces cytostatic autophagy by blocking the PAK1/Akt axis in breast cancer" (2016): Questo studio dimostra che l'ivermectina può indurre l'autofagia citostatica nelle cellule del cancro al seno bloccando l'asse PAK1/Akt. Leggi lo studio

  3. "Il farmaco antiparassitario ivermectina mostra una potente attività antitumorale contro il colangiocarcinoma resistente alla gemcitabina in vitro" (2019): Il farmaco antiparassitario ivermectina (IVM) esercita attività antitumorali in diversi tipi di cancro Leggi lo studio

Naturalmente, siamo ancora in una fase di esplorazione, e gli scienziati continuano a indagare il reale potenziale di questa sostanza. Tuttavia, ciò che emerge è una prospettiva entusiasmante che merita di essere approfondita, soprattutto per chi crede in un approccio più armonico e naturale alla guarigione


Un Futuro di Nuove Speranze

Se le ricerche continueranno a confermare l'efficacia dell'ivermectina nel contrastare il cancro, potremmo trovarci di fronte a una vera e propria rivoluzione nel campo della medicina olistica. Un trattamento che potrebbe affiancare altri rimedi naturali, riequilibrando il corpo e rinforzando il sistema immunitario senza effetti devastanti.

Il cammino è ancora lungo, ma le premesse sono straordinarie. Per chi crede in un approccio naturale e alternativo, questa potrebbe essere una delle scoperte più importanti degli ultimi anni. La conoscenza è potere, e approfondire nuove strade può aprire le porte a una nuova era di guarigione e benessere.

Resta aggiornato e continua a seguire il nostro blog per scoprire le ultime novità su questo affascinante argomento!

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Scopri i Segreti dell'Aceto di Mele: Il Tuo Alleato per Fegato, Intestino e Sistema Immunitario

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L'aceto di mele è un antico rimedio naturale, apprezzato per le sue numerose proprietà benefiche. Ottenuto dalla fermentazione del succo di mele, è ricco di minerali come fosforo, zolfo, ferro, magnesio, calcio e potassio, oltre a contenere pectina e fibre che favoriscono la salute dell'organismo. 


di Salvatore Calleri (NatMed)

Benefici per il Fegato

L'aceto di mele è noto per le sue proprietà depurative, aiutando a eliminare le tossine accumulate nel fegato.

Questo processo di detossificazione è fondamentale per mantenere il fegato in salute e prevenire condizioni come il fegato grasso.

Salute dell'Intestino

Grazie alla presenza di batteri benefici, l'aceto di mele agisce come un prebiotico naturale, favorendo l'equilibrio della microflora intestinale. Questo contribuisce a migliorare la digestione, alleviare infiammazioni e contrastare disturbi come il gonfiore addominale.

Rafforzamento del Sistema Immunitario

Il contenuto di minerali e vitamine nell'aceto di mele, in particolare il calcio e il potassio, aiuta a rafforzare il cuore e le difese immunitarie del corpo, rendendolo più resistente alle infezioni. 

Come Assumere l'Aceto di Mele

Per beneficiare al meglio delle proprietà dell'aceto di mele, si consiglia di diluire 1-2 cucchiai in un bicchiere d'acqua e consumarlo una o due volte al giorno, preferibilmente ai pasti. È importante non eccedere nelle dosi per evitare possibili effetti collaterali come l'erosione dello smalto dei denti o irritazioni gastrointestinali.

Considerazioni Finali

L'aceto di mele è un alleato prezioso per la salute del fegato, dell'intestino e del sistema immunitario. Tuttavia, è fondamentale utilizzarlo con moderazione e integrarlo in un regime alimentare equilibrato. Prima di iniziare qualsiasi nuovo integratore o rimedio naturale, è consigliabile consultare un professionista sanitario per assicurarsi che sia adatto alle proprie esigenze.

Per approfondire ulteriormente i benefici dell'aceto di mele, puoi guardare il seguente video:

Aceto di mele: guarda come cambierà il tuo CORPO.


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Scopri i Segreti Metabolici di Zenzero, Curcuma e Cannella

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Ciao, sono Salvatore Calleri, appassionato di salute naturale e benessere olistico. Con il progetto NatMed, il mio obiettivo è condividere conoscenze, suggerimenti e rimedi naturali che aiutino a migliorare il tuo benessere in modo semplice ed efficace. Credo fermamente nel potere della natura e nella capacità delle piccole scelte quotidiane di trasformare la nostra salute e vitalità.

Di recente, ho approfondito il ruolo di zenzero, curcuma e cannella come superfood per la salute metabolica. Questi ingredienti, oltre a insaporire i piatti, possono avere un impatto straordinario sul metabolismo, aiutandoci a sentirci meglio e più energici. Scopri di più su come integrarli nella tua vita e sfruttarne i benefici nel mio articolo completo.

Scopri i Segreti Metabolici di Zenzero, Curcuma e Cannella

Le spezie che arricchiscono la tua cucina possono anche trasformare la tua salute metabolica. Secondo recenti studi, zenzero, curcuma e cannella sono veri superfood che aiutano a migliorare la digestione, regolare i livelli di zucchero nel sangue e supportare la gestione del peso. Incorporarli nella tua dieta non solo può migliorare la salute generale, ma può anche contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche come il diabete e l'obesità.

I Benefici delle Spezie:

  • Zenzero: Stimola il metabolismo, allevia l'infiammazione e migliora la digestione.
  • Curcuma: Ricca di curcumina, un potente antiossidante, aiuta a ridurre il grasso corporeo e supporta il sistema immunitario.
  • Cannella: Stabilizza i livelli di zucchero nel sangue e favorisce la salute cardiovascolare.

Come Usarle:

Prova a preparare una tisana combinando queste tre spezie per una bevanda calda e ricca di benefici. Aggiungi un pizzico di pepe nero alla curcuma per potenziarne gli effetti, oppure sostituisci lo zucchero con cannella nelle tue ricette per dolci più salutari.


Spezie della Salute: Benefici Dettagliati

Zenzero: Il Riscaldante Naturale

Lo zenzero è una radice dalle proprietà eccezionali, usata da secoli nella medicina tradizionale. È noto per:

  • Stimolare il metabolismo: Aiuta il corpo a bruciare calorie più velocemente.
  • Migliorare la digestione: Riduce gonfiore, nausea e favorisce una sana attività intestinale.
  • Effetti anti-infiammatori: I suoi composti, come il gingerolo, combattono l’infiammazione, spesso associata a problemi metabolici.

Un tè allo zenzero, oltre a riscaldarti nelle giornate fredde, può diventare un alleato prezioso per la tua salute metabolica.


Curcuma: L’Oro della Natura

La curcuma, con il suo colore dorato e la potente curcumina, è una spezia ricca di benefici:

  • Regola il metabolismo dei grassi: Aiuta a ridurre il grasso corporeo e supporta un peso sano.
  • Potente antiossidante: Protegge le cellule dai danni dei radicali liberi.
  • Supporto al fegato: Favorisce la detossificazione, migliorando l’assimilazione dei nutrienti.

Per migliorare l’assorbimento della curcumina, aggiungi un pizzico di pepe nero: una combinazione semplice, ma molto efficace.


Cannella: La Spezia Dolce che Stabilizza

La cannella è molto più di un semplice ingrediente per i dolci:

  • Stabilizza la glicemia: Riduce i picchi di zucchero nel sangue, aiutando a prevenire il diabete di tipo 2.
  • Favorisce la perdita di peso: Incrementa il senso di sazietà, riducendo le voglie di zucchero.
  • Proprietà antimicrobiche: Rafforza il sistema immunitario.

Scegli preferibilmente cannella di Ceylon, considerata più salutare rispetto alla variante Cassia, che contiene alti livelli di cumarina.


Integrare le Spezie nella Tua Vita

  • Prepara una tisana detox con zenzero e curcuma per una bevanda salutare.
  • Usa la cannella per addolcire il tuo caffè o latte, eliminando lo zucchero.
  • Crea condimenti per insalate o marinate che includano queste spezie per un tocco salutare e saporito.

Invito all’Azione

La salute naturale è a portata di mano! Scopri come queste spezie possono trasformare la tua vita integrandole nella tua dieta quotidiana.

Non aspettare! Inizia oggi stesso il tuo viaggio verso una salute migliore. 🌿


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Zenzero: Il Supercibo che Sfida il Diabete

 

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Zenzero: Il Supercibo che Sfida il Diabete di Tipo 2

Lo zenzero, spesso relegato al ruolo di spezia, emerge oggi come un alleato straordinario nella lotta contro il diabete di tipo 2. 


Conosciuto da millenni per le sue proprietà curative, la scienza moderna conferma ciò che le antiche tradizioni mediche sapevano già: lo zenzero possiede straordinarie capacità terapeutiche.


Perché lo Zenzero È un Nemico del Diabete


di Salvatore Calleri (NatMed)

Il diabete di tipo 2 è una condizione metabolica complessa, spesso alimentata da una dieta squilibrata, inattività fisica e infiammazione cronica. I farmaci convenzionali, pur essendo efficaci nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue, possono aumentare il rischio di complicazioni cardiovascolari. Qui entra in gioco lo zenzero, con i suoi oltre 50 effetti fisiologici benefici e più di 2100 studi scientifici che ne confermano l’efficacia.

Le Prove Scientifiche

Uno studio clinico condotto in Iran ha rivelato che l’assunzione quotidiana di 3.000 mg di zenzero in polvere ha migliorato significativamente parametri come glicemia, HbA1c (emoglobina glicata), insulina e marcatori di infiammazione, dimostrando effetti paragonabili o superiori ai farmaci tradizionali, ma senza effetti collaterali.

Oltre il Controllo della Glicemia

Lo zenzero non solo abbassa i livelli di zucchero nel sangue, ma agisce anche riducendo lo stress ossidativo e l’infiammazione, due dei principali responsabili delle complicanze legate al diabete, come le malattie cardiovascolari. Inoltre, aumenta la capacità antiossidante totale, fornendo una protezione a 360 gradi.

Un Tesoro di Rimedi Naturali

Lo zenzero non è l’unico supercibo che combatte il diabete. La curcuma, ad esempio, offre benefici simili, agendo su oltre 600 condizioni di salute. È tempo di riscoprire i rimedi naturali che la scienza moderna sta finalmente validando.

Integrazione nella Vita Quotidiana

Aggiungere lo zenzero alla propria alimentazione è semplice e gustoso. Può essere utilizzato in tisane, smoothies, piatti principali e persino dessert. Con pochi grammi al giorno, è possibile beneficiare delle sue proprietà terapeutiche.

Lo zenzero rappresenta un’alternativa naturale, sicura ed efficace per combattere il diabete di tipo 2 e migliorare la salute generale. In un mondo in cui i trattamenti farmaceutici possono avere effetti collaterali significativi, il ritorno a rimedi naturali come lo zenzero potrebbe segnare una svolta epocale nella medicina moderna.

Scopri di più sui benefici dello zenzero e altri rimedi naturali per il diabete nel nostro blog!

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Il Glutatione: Un Potente Alleato Contro la Steatosi Epatica Non Alcolica

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Il glutatione è un antiossidante fondamentale, presente in ogni cellula del nostro corpo. 

Questa molecola è composta da aminoacidi e svolge molteplici funzioni cruciali, tra cui supportare il sistema immunitario, neutralizzare i radicali liberi e aiutare il fegato a metabolizzare i grassi. 

Una caratteristica unica del glutatione è che il corpo è in grado di produrlo direttamente nel fegato.


Il Legame tra Glutatione e Salute Epatica


Di Salvatore Calleri (NatMed)

Diversi studi hanno dimostrato che bassi livelli di glutatione possono essere associati a molte malattie croniche. Per questo motivo, la ricerca scientifica si è concentrata sul potenziale del glutatione come integratore per combattere la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato.


Secondo uno studio pubblicato su *BMC Gastroenterology*, l'integrazione orale di glutatione ha portato a miglioramenti significativi nei pazienti affetti da NAFLD. Il gruppo di ricerca ha esaminato 34 pazienti diagnosticati con questa malattia tramite ecografia, monitorando i cambiamenti dopo tre mesi di modifiche allo stile di vita e un dosaggio quotidiano di 300 mg di glutatione.


I Risultati dello Studio


I ricercatori hanno valutato parametri clinici come il grasso epatico, la fibrosi e i livelli di alanina aminotransferasi (ALT), un enzima indicatore di danno epatico. Al termine del trattamento con glutatione, i pazienti hanno mostrato un significativo calo dei livelli di ALT, oltre a una riduzione di ferritina, trigliceridi e acidi grassi non esterificati.


Questi risultati suggeriscono che il glutatione può avere un effetto terapeutico promettente per chi soffre di NAFLD, migliorando la salute epatica e riducendo il rischio di complicanze.


Altri Benefici del Glutatione


Oltre ai benefici per il fegato, il glutatione è stato studiato per altre proprietà salutari:


1. **Rafforzamento del sistema immunitario** – Protegge i mitocondri e riduce l’infiammazione.

2. **Miglioramento della sensibilità all’insulina** – Può aiutare a prevenire la resistenza all’insulina.

3. **Contrasto dei radicali liberi** – Combatte i danni cellulari.

4. **Prevenzione del cancro** – Può inibire la progressione di alcune forme tumorali.

5. **Supporto nella malattia di Parkinson** – Mantiene i livelli cellulari ottimali, riducendo i sintomi.


Come Integrare il Glutatione


Con l’avanzare dell’età, i livelli di glutatione tendono a diminuire. Fattori come malattia, stress e stile di vita possono ulteriormente comprometterne la presenza. È possibile contrastare questa carenza adottando uno stile di vita sano, con un'alimentazione equilibrata e l’assunzione di integratori, che possono variare dai 200 ai 500 mg al giorno.


Consigli per Mantenere un Fegato Sano


Oltre all’integrazione di glutatione, ci sono molteplici strategie per preservare la salute epatica:


- **Mantieni un peso corporeo adeguato**: l’obesità è uno dei maggiori fattori di rischio per la NAFLD.

- **Segui una dieta equilibrata**: limita i grassi saturi, gli zuccheri e i carboidrati raffinati, preferendo frutta, verdura, cereali integrali e pesce grasso.

- **Bevi succhi naturali** come il succo di barbabietola e il tè verde.

- **Fai esercizio fisico regolarmente**: aiuta a bruciare i trigliceridi e a ridurre il grasso epatico.

- **Pratica sesso sicuro** per prevenire infezioni come epatite B e C.

- **Lava le mani** accuratamente dopo aver usato il bagno e prima di preparare i pasti.


Il Ruolo del Glutatione nel Benessere Generale


Con il suo ampio spettro di benefici, il glutatione si dimostra un integratore potente per migliorare la salute generale e proteggere gli organi vitali come il fegato. Assumendo una dose adeguata e seguendo uno stile di vita sano, è possibile rafforzare il nostro organismo contro una vasta gamma di malattie, preservando il benessere a lungo termine.


Fonti:

- BMC Gastroenterology

- LiverFoundation.org

- Healthline.com


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Allungare i Telomeri: Tra Scienza e Medicina Olistica, il Segreto della Longevità Cellulare

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La lunghezza dei telomeri, i "cappucci protettivi" dei nostri cromosomi, è considerata una delle chiavi per rallentare l'invecchiamento cellulare.

Recenti scoperte scientifiche e pratiche della medicina olistica suggeriscono che è possibile influenzare positivamente la lunghezza dei telomeri attraverso vari interventi.

In questo articolo, esploreremo le più recenti ricerche scientifiche e gli approcci naturali che promettono di preservare e potenzialmente allungare i telomeri, contribuendo a una vita più lunga e sana.


Di Salvatore Calleri (NatMed)

Introduzione ai Telomeri e alla Loro Funzione


I telomeri sono strutture composte da sequenze ripetitive di DNA situate alle estremità dei cromosomi, la cui funzione principale è proteggere il materiale genetico durante la divisione cellulare. Ogni volta che una cellula si divide, una piccola parte dei telomeri si perde, accorciandosi progressivamente. Quando i telomeri diventano troppo corti, la cellula non riesce più a replicarsi correttamente, entrando in uno stato di senescenza o di apoptosi (morte cellulare programmata). Questo processo è considerato un marker biologico dell'invecchiamento cellulare e, in definitiva, dell'organismo stesso.


Le Scoperte Scientifiche Sull’Allungamento dei Telomeri


1. La Telomerasi e la Rigenerazione dei Telomeri: La Scienza al Lavoro


La scoperta della *telomerasi*, un enzima che può "riparare" e allungare i telomeri, ha aperto nuove strade per la ricerca anti-invecchiamento. Studi condotti da Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak, premiati con il Nobel per la Medicina nel 2009, hanno dimostrato che l'attivazione della telomerasi può effettivamente prevenire l'accorciamento dei telomeri in alcune cellule, come quelle delle linee germinali e delle cellule staminali.


Tuttavia, l'applicazione clinica dell'attivazione della telomerasi è ancora oggetto di studio. Da un lato, potrebbe rallentare l'invecchiamento cellulare e prevenire malattie degenerative, dall'altro c'è la preoccupazione che un'attività incontrollata della telomerasi possa favorire la proliferazione di cellule cancerose. Le ricerche attuali mirano a bilanciare questi effetti contrastanti, cercando terapie che possano attivare la telomerasi solo dove necessario.


2. Stile di Vita e Lunghezza dei Telomeri: Evidenze Scientifiche


 Studi scientifici suggeriscono che vari fattori dello stile di vita possano influenzare la lunghezza dei telomeri:


   Attività Fisica:

 Ricerca pubblicata su "Circulation" ha evidenziato che l'attività fisica regolare, specialmente l'esercizio aerobico, è associata a telomeri più lunghi. L'esercizio fisico modera lo stress ossidativo e l'infiammazione, due fattori che contribuiscono all'accorciamento dei telomeri.


  Dieta:

 Una dieta ricca di antiossidanti, acidi grassi omega-3, frutta e verdura è stata correlata a una minore velocità di accorciamento dei telomeri. Uno studio del 2013 pubblicato sul "British Medical Journal" ha evidenziato che il consumo regolare di cibi a base vegetale può influenzare positivamente la lunghezza dei telomeri.


 Gestione dello Stress:

 Studi della "University of California, San Francisco" hanno dimostrato che la gestione dello stress tramite meditazione, yoga e tecniche di respirazione può aumentare l'attività della telomerasi, contribuendo a mantenere i telomeri più lunghi.


Medicina Naturale e Approcci Olistici per Allungare i Telomeri


1. Nutrizione e Supplementazione Naturale:


Alcuni studi suggeriscono che certi integratori possano avere un ruolo nella protezione dei telomeri:


  Resveratrolo:

Un polifenolo presente nel vino rosso e in alcune bacche, ha mostrato in studi preclinici di attivare la telomerasi, prolungando la vita cellulare.

   Vitamina D:

Una carenza di vitamina D è stata associata a telomeri più corti. L'integrazione può aiutare a mantenere i telomeri in buona salute, come suggerito da uno studio del "American Journal of Clinical Nutrition".

  Astragalo:

 Una pianta utilizzata nella medicina tradizionale cinese, contiene composti che, secondo alcuni studi preliminari, potrebbero stimolare la telomerasi e proteggere i telomeri dall'accorciamento.


2. Terapie Complementari:


   Meditazione e Mindfulness: 

Ricerche condotte dal Dr. Dean Ornish e colleghi hanno dimostrato che pratiche regolari di meditazione e mindfulness possono non solo ridurre lo stress, ma anche aumentare l'attività della telomerasi.

   -Yoga e Tecniche di Respirazione:

 Diverse ricerche hanno evidenziato che il yoga, attraverso la combinazione di esercizi fisici e respiratori, può avere un effetto benefico sui telomeri, migliorando la risposta allo stress e riducendo l'infiammazione.


Conclusioni: Un Approccio Integrato per la Salute dei Telomeri


Le evidenze scientifiche suggeriscono che, pur non essendo ancora possibile invertire completamente il processo di invecchiamento cellulare, è possibile influenzare positivamente la lunghezza dei telomeri e rallentare l'invecchiamento biologico attraverso un approccio integrato. Combinando scoperte scientifiche sulla telomerasi con pratiche di medicina naturale e olistica, si può potenzialmente contribuire a una vita più lunga e sana.


Riferimenti Scientifici:


1. Blackburn, E. H., Greider, C. W., & Szostak, J. W. (2009). Telomeres and telomerase: The path from maize, Tetrahymena and yeast to human cancer and aging. *Nature Medicine*, 15, 377–379.

2. Puterman, E., Lin, J., Blackburn, E., O'Donovan, A., Adler, N., & Epel, E. (2010). The power of exercise: Buffering stress and protecting telomeres. *Circulation*, 122(17), 1519-1528.

3. Ornish, D., Lin, J., Daubenmier, J., et al. (2008). Increased telomerase activity and comprehensive lifestyle changes: A pilot study. *Lancet Oncology*, 9(11), 1048-1057.

4. Valdes, A. M., Andrew, T., Gardner, J. P., Kimura, M., Oelsner, E., Cherkas, L. F., Aviv, A., & Spector, T. D. (2005). Obesity, cigarette smoking, and telomere length in women. *The Lancet*, 366(9486), 662-664.

5. Roda, G., Chien Ng, S., Kotze, P. G., Argollo, M., Panaccione, R., Spinelli, A., & Peyrin-Biroulet, L. (2020). Resveratrol: Translating Preclinical Promises into Clinical Reality in Inflammatory Bowel Diseases. *Translational Research*, 220, 35-56.




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La Migliore Vitamina C: Benefici, Fonti e Come Assumerla al Meglio



La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è una delle vitamine più importanti per il nostro corpo. 

Essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la vitamina C svolge un ruolo cruciale nella produzione di collagene, nell'assorbimento del ferro, e come potente antiossidante che protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi.


Di Salvatore Calleri (NatMed)

 Ma qual è la migliore fonte di vitamina C e come possiamo assumerla al meglio per ottenere tutti i suoi benefici?


Le Migliori Fonti di Vitamina C


La vitamina C può essere assunta attraverso una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura. Ecco alcune delle fonti naturali più ricche di vitamina C:


1. **Acerola**: Questo frutto tropicale è una delle fonti più ricche di vitamina C, con oltre 1600 mg per 100 g di frutto. Un'ottima scelta per chi cerca un potenziamento naturale della vitamina C.


2. **Kakadu Plum**: Un frutto australiano che contiene circa 3000 mg di vitamina C per 100 g, rendendolo uno dei più potenti al mondo.


3. **Peperoni**: Sia i peperoni rossi che quelli verdi sono ottime fonti di vitamina C. Un peperone rosso medio contiene circa 150 mg di vitamina C.


4. **Kiwi**: Un singolo kiwi fornisce circa 70 mg di vitamina C, coprendo quasi il fabbisogno giornaliero raccomandato.


5. **Agrumi**: Arance, limoni, lime e pompelmi sono famosi per il loro contenuto di vitamina C. Un'arancia media contiene circa 70 mg.


6. **Fragole**: 100 g di fragole forniscono circa 60 mg di vitamina C, un'opzione gustosa e salutare.


Integratori di Vitamina C


Se la tua dieta non è sufficiente a fornire la quantità necessaria di vitamina C, puoi considerare l'assunzione di integratori. Gli integratori di vitamina C sono disponibili in diverse forme, tra cui compresse, capsule, polveri e liquidi. Le due forme più comuni sono:


- **Acido Ascorbico**: La forma più pura e comune di vitamina C, spesso utilizzata negli integratori.

- **Ascorbati**: Forme tamponate della vitamina C (come l'ascorbato di sodio o di calcio), che sono meno acide e possono essere meglio tollerate da chi ha problemi di stomaco.


Come Assumere la Vitamina C al Meglio


1. **Distribuisci l’assunzione durante la giornata**: La vitamina C è idrosolubile, il che significa che non viene immagazzinata nel corpo e l'eccesso viene escreto con l'urina. Per questo motivo, è meglio distribuirne l'assunzione in dosi più piccole durante il giorno piuttosto che prenderne una grande quantità in una volta sola.


2. **Associa la vitamina C al ferro**: La vitamina C migliora l'assorbimento del ferro non-eme, presente nelle piante. Consumare alimenti ricchi di vitamina C insieme a fonti di ferro vegetale, come spinaci o legumi, può aiutare a migliorare l'assorbimento di questo minerale essenziale.


3. **Evita di cuocere eccessivamente gli alimenti**: La vitamina C è sensibile al calore e può essere facilmente distrutta durante la cottura. Opta per metodi di cottura leggeri come la cottura al vapore o consuma gli alimenti crudi quando possibile.


4. **Scegli il momento giusto**: È meglio assumere la vitamina C lontano dai pasti principali se si usano integratori, poiché alcuni nutrienti, come il rame, possono interferire con il suo assorbimento.


Dosaggio Raccomandato


La dose giornaliera raccomandata di vitamina C varia in base all'età, al sesso e alle condizioni fisiologiche. In generale:


- **Adulti**: 75 mg al giorno per le donne e 90 mg al giorno per gli uomini.

- **Fumatori**: Si consiglia un'aggiunta di 35 mg al giorno poiché il fumo aumenta lo stress ossidativo e il fabbisogno di vitamina C.


Tuttavia, durante periodi di maggiore necessità, come nei mesi invernali o in caso di malattia, può essere consigliabile aumentare l'assunzione di vitamina C, sotto la guida di un professionista della salute.


Conclusione


La vitamina C è un nutriente essenziale con numerosi benefici per la salute. Mantenere un livello ottimale di vitamina C attraverso una dieta ricca di frutta e verdura o con l'uso di integratori può contribuire a rafforzare il sistema immunitario, migliorare la salute della pelle e proteggere il corpo dai danni ossidativi. Ricorda di distribuire l'assunzione durante la giornata e di abbinarla ad alimenti ricchi di ferro per massimizzarne l'efficacia. Consultare un medico o un nutrizionista può aiutarti a determinare il dosaggio migliore per le tue esigenze.

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Acidi Grassi a Catena Corta: Ruolo e Benefici per la Salute Umana



Benefici degli Acidi Grassi a Catena Corta: Ruolo e Importanza per la Salute Umana

Di Salvatore Calleri (NatMed)

Introduzione

Gli acidi grassi a catena corta (SCFA, *Short-Chain Fatty Acids*) sono un gruppo di acidi grassi saturi con una catena di carbonio composta da 1 a 6 atomi. Tra i più studiati vi sono l'acido acetico (C2), l'acido propionico (C3) e l'acido butirrico (C4). Gli SCFA sono prodotti principalmente dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte del microbiota intestinale e svolgono un ruolo cruciale nella salute umana, influenzando vari processi fisiologici e metabolici.


 Sintesi degli SCFA

Gli SCFA vengono prodotti nel colon tramite la fermentazione anaerobica delle fibre non digeribili, come cellulosa, emicellulosa e pectina, da parte di batteri commensali, come quelli appartenenti ai generi *Bacteroides*, *Firmicutes* e *Actinobacteria*. Il principale substrato per la sintesi degli SCFA è costituito dai carboidrati non digeriti che arrivano nell'intestino crasso, dove vengono fermentati in un ambiente anaerobico. La produzione di SCFA è quindi direttamente influenzata dalla composizione della dieta, in particolare dall'apporto di fibre alimentari.


 Assorbimento e Metabolismo

Gli SCFA vengono rapidamente assorbiti dalle cellule epiteliali del colon e possono entrare nella circolazione sanguigna. Una volta assorbiti, gli SCFA possono essere utilizzati come fonte di energia da vari tessuti, tra cui colonociti, fegato e muscoli. L'acido butirrico, ad esempio, è la principale fonte di energia per le cellule epiteliali del colon, mentre l'acido propionico viene principalmente trasportato al fegato dove partecipa alla gluconeogenesi.


Benefici per la Salute


1. **Salute Intestinale**

   - **Effetto Trofico sulle Cellule Epiteliali**: L'acido butirrico svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute delle cellule epiteliali del colon. È stato dimostrato che promuove la proliferazione delle cellule sane e induce l'apoptosi delle cellule tumorali, riducendo così il rischio di cancro al colon.

   - **Riduzione dell'Infiammazione**: Gli SCFA esercitano un effetto antinfiammatorio nell'intestino, modulando la produzione di citochine infiammatorie e promuovendo la produzione di citochine anti-infiammatorie come l'IL-10.


2. **Metabolismo Energetico**

   - **Regolazione della Glucosio**: L'acido propionico può influenzare il metabolismo del glucosio aumentando la sensibilità all'insulina e riducendo la glicemia postprandiale. Inoltre, gli SCFA possono modulare l'assorbimento degli acidi grassi e del colesterolo, contribuendo così al miglioramento del profilo lipidico.

   - **Controllo dell'Appetito**: Gli SCFA hanno un ruolo nella regolazione dell'appetito. Ad esempio, l'acido propionico e l'acido butirrico sono stati associati a un aumento del rilascio di ormoni peptidici intestinali come il peptide YY (PYY) e il peptide-1 simile al glucagone (GLP-1), che contribuiscono alla sensazione di sazietà.


3. **Sistema Immunitario**

   - **Modulazione della Risposta Immunitaria**: Gli SCFA influenzano la funzione immunitaria sia a livello locale (nel colon) che sistemico. Essi possono modulare l'attivazione delle cellule immunitarie, come i macrofagi e le cellule dendritiche, e influenzare la produzione di citochine, promuovendo una risposta immunitaria equilibrata.

   - **Promozione della Tolleranza Immunitaria**: Attraverso l'induzione delle cellule T regolatorie (Treg), gli SCFA contribuiscono a mantenere la tolleranza immunologica nel tratto gastrointestinale, riducendo il rischio di malattie autoimmuni e infiammatorie croniche.


4. **Salute Mentale**

   - **Asse Intestino-Cervello**: È stato ipotizzato che gli SCFA possano influenzare la salute mentale attraverso l'asse intestino-cervello. Ad esempio, l'acido butirrico può attraversare la barriera emato-encefalica e modulare l'infiammazione nel sistema nervoso centrale, con potenziali effetti protettivi contro disturbi neurodegenerativi e dell'umore.


Conclusioni

Gli acidi grassi a catena corta sono componenti chiave del metabolismo umano, prodotti principalmente dalla fermentazione delle fibre alimentari nel colon. Essi svolgono molteplici ruoli benefici, che vanno dal mantenimento della salute intestinale alla regolazione del metabolismo energetico, al supporto del sistema immunitario e alla protezione contro malattie croniche e neurodegenerative. La promozione di una dieta ricca di fibre, quindi, non solo supporta la salute digestiva, ma può avere ampie implicazioni per la salute generale, potenzialmente influenzando la prevenzione e la gestione di una vasta gamma di condizioni di salute. 

 Riferimenti

1. Blaak, E. E., et al. "Short chain fatty acids in human gut and metabolic health." Beneficial Microbes 11.5 (2020): 411-455.

2. Macfarlane, G. T., & Macfarlane, S. "Fermentation in the human large intestine: its physiologic consequences and the potential contribution of prebiotics." Journal of Clinical Gastroenterology 45 (2011): S120-S127.

3. Stilling, R. M., et al. "Microbial genes, brain & behaviour – epigenetic regulation of the gut–brain axis." *Genes, Brain and Behavior* 13.1 (2014): 69-86.

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11 Rimedi naturali per affrontare l'ernia iatale da scivolamento

  Di  Salvatore Calleri  (NatMed) Quando si ha un’ ernia iatale , una parte dello stomaco spinge attraverso il diaframma, il grande muscolo ...